lunedì 30 giugno 2008

E ti vengo a cercare…





E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.









Era già una partita persa. Ho voluto continuare  a giocare… ed ho giocato male!



6 commenti:

  1. non hai giocato male non si gioca mai male in queste cose. si gioca secondo la natura che si ha. l'allenamento vale per misurar bene la scena con colpo d'occhio afferrare il contesto la gestald. e non si perde il gioco con chi ti sta di fronte e con cui giochi. si perde sempre con la terza presenza la variabile ladra della scena...chi vince ha più angoli assortiti.
    c'erano varie possibilità c'erano varie compatibilità facce d'incastro, e solo dopo sai quale pezzo era fatto con angoli diversi a chi stava di fronte.
    si impara a perdere e diventa miele quello più amaro e raro . bello Battiato si sente che queste cose lui le ha già giocate ha perso ha vinto ...bingo.
    ciao Sheakea luogo solitario stanotte sono anch'io così pedina nera ha avuto scacco matto

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  2. Ho giocato per il piacere insito in me del gioco e soprattutto perché mi piaceva (e mi piace) il giocatore. Ma non è nella mia natura continuare a giocare sapendo di non avere le carte per sostenere una partita. Il mio insistere (qui l’errore) non era tanto per vincere quanto per continuare a giocare… estendere all’infinito quel momento: l’attesa nel tirare giù la carta e vedere la reciproca risposta.
    Nessuno dei due ha vinto, l’unico vincitore è stato il gioco.

    Battiato ha sempre le risposte che cerco.

    Ciao cara nheit è sempre un piacere leggerti.

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  3. Continuare a giocare sapendo di non avere le carte per sostenere la partita, sì... capita. Io ho molta stima per una persona così, purtroppo, per i più, quello che conta sono le vittorie...
    Un sorriso a tutti gli sconfitti...
    Roberto

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  4. Si abbandona la partita, quando non si hanno le carte per giocare. Il continuare a giocare non è neanche la passione per il rischio… sai che perderai in ogni caso. Ma “un rapimento mistico e sensuale ti imprigiona” a Lui; ti spinge a continuare a giocare, perché senti che hai “bisogno della sua presenza” per capire il giocatore che è in te.
    Forse è come un bluff puro.


    …il bluff dev'essere condotto fino in fondo, fino all'esasperazione. Non c'è compromesso. Non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità. Bisogna essere pronti ad esporsi al peggior rischio possibile: il rischio di apparire ridicoli.
    Titta Di Girolamo in Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino, 2004.



    Sì un sorriso a tutti i sconfitti.
    Grazie Roberto.

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  5. mi piacciono questi sorrisi segreti un po' complici che dicono e sanno lasciando intuire.
    ci vorrebbe il lampo al magnesio per fermarli per sempre.
    bei sorrisi, senza malinconia stavolta

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