Dentro di noi c'è un luogo silenzioso e sacro dove possiamo ritirarci in qualsiasi momento ed essere noi stessi.
Hermann Hesse
venerdì 13 luglio 2007
...
Il fatto di creare personaggi molto diversi da me, che in qualche modo mi implicano, mi riguardano e mi concernono, mi consente di vedere il mondo con altri occhi, che in fondo continuano ad essere i miei occhi.
Mi piace Tabucchi, bisogna munirsi di pazienza perché leggerlo significa riflettere su ogni contesto ma ne vale la pena.Ho letto "Sta diventando sempre più tardi e Tristano muore" Quanto hai evidenziato lo condivido anche se nello mio scribacchiare immaginerei sempre persone simili a me...
Come scrive un autore che mi piace molto, Milan Kundera:
…i personaggi non nascono da un corpo materno come gli essere umani, bensì da una situazione, da una frase, da una metafora, contenente come in un guscio una possibilità umana fondamentale che l’autore pensa nessuno abbia mai scoperto o sulla quale ritiene nessuno abbia mai detto qualcosa di essenziale. Ma non si dice forse che un autore non può parlare che di se stesso? … I personaggi del mio romanzo sono le proprie possibilità che non si sono realizzate. Per questo voglio bene a tutti allo stesso modo e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato. E proprio questo confine superato (il confine oltre il quale finisce il mio io) che mi attrae. Al di la di esso incomincia il mistero sul quale il romanzo si interroga. Un romanzo non è una confessione dell’autore, ma un’esplorazione di ciò che è la vita umana nella trappole che il mondo è diventato.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
" E così fece.Sostiene Pereira che quella volta si dimenticò di pagare. Si alzò con noncuranza ,anzi senza pensarci, e se ne andò,semplicemente,e sul tavolo lasciò il suo giornale e il suo cappello..."
Tabucchi che vive la vita dei suoi personaggi creature che gli si affollano dentro , che traduce Pessoa come fosse Pessoa. "Ripassa domani, realtà! Basta per oggi, signori"
È salvezza Sheakea poter scrivere in tal modo ,con tale forza buttare fuori di sè fantasmi e grumi di sangue. Siamo fatti di tante presenze qui dentro di male e di bene e scrivere è fare un patto con loro da soli in silenzio. La parola a voce a tanti non viene concessa ed è l'inferno se le presenze si accorgono d'essere in prigione ,all'ergastolo
Mi piace Tabucchi, bisogna munirsi di pazienza perché leggerlo significa riflettere su ogni contesto ma ne vale la pena.Ho letto "Sta diventando sempre più tardi e Tristano muore"
RispondiEliminaQuanto hai evidenziato lo condivido anche se nello mio scribacchiare immaginerei sempre persone simili a me...
Come scrive un autore che mi piace molto, Milan Kundera:
RispondiElimina…i personaggi non nascono da un corpo materno come gli essere umani, bensì da una situazione, da una frase, da una metafora, contenente come in un guscio una possibilità umana fondamentale che l’autore pensa nessuno abbia mai scoperto o sulla quale ritiene nessuno abbia mai detto qualcosa di essenziale. Ma non si dice forse che un autore non può parlare che di se stesso?
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I personaggi del mio romanzo sono le proprie possibilità che non si sono realizzate. Per questo voglio bene a tutti allo stesso modo e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato. E proprio questo confine superato (il confine oltre il quale finisce il mio io) che mi attrae. Al di la di esso incomincia il mistero sul quale il romanzo si interroga. Un romanzo non è una confessione dell’autore, ma un’esplorazione di ciò che è la vita umana nella trappole che il mondo è diventato.
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere
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RispondiEliminaE così fece.Sostiene Pereira che quella volta si dimenticò di pagare. Si alzò con noncuranza ,anzi senza pensarci, e se ne andò,semplicemente,e sul tavolo lasciò il suo giornale e il suo cappello..."
Tabucchi che vive la vita dei suoi personaggi creature che gli si affollano dentro , che traduce Pessoa come fosse Pessoa.
"Ripassa domani, realtà! Basta per oggi, signori"
È salvezza Sheakea poter scrivere in tal modo ,con tale forza buttare fuori di sè fantasmi e grumi di sangue.
Siamo fatti di tante presenze qui dentro di male e di bene e scrivere è fare un patto con loro da soli in silenzio.
La parola a voce a tanti non viene concessa ed è l'inferno se le presenze si accorgono d'essere in prigione ,all'ergastolo
Concordo siamo fatti di tante “presenze” e tutte vogliono aver voce…
RispondiEliminaMa spesso alcune vengono soffocate dalle altre…