giovedì 29 novembre 2007

Volto in bianco


Paolo delle Monache, Oblio




 


 


Senza data memorabile
né luogo preciso
intimamente nasce l’oblio.

Tacito
come il cadavere di un fiume,
estraneo, inevitabile
come il destino:

ombra densa,
statua terminante,
volto disciolto in lineamenti
senza senso, nasce.

Nasce e una sera
di tardivo stupore,
senza giubilo né grido,
si scopre che è nato.

In quale ora delle mie ore
in quale giorno dei miei giorni
ti ho perduto?


Eduardo Mitre, Assenze e ritorni


 


 


 

2 commenti:

  1. Sheakea
    lavoriamo per immagini sempre immagini di vita
    immagini di interpretazione e anche rappresentazione
    ognuno a suo modo secondo un destino l'imprinting di esperienze secondo una coazione a ripetere che seleziona i successi e scarta le perdite

    e questi Versi d'oblio si uniscono bene al Viso di Pietra deposto sul ghiaccio
    "volto disciolto in lineamenti
    senza senso"
    Perfetta simbiosi d'artisti.
    Se scrivessi dei versi d'oblio non raggiunto che cerco che voglio
    metterei in unione una Pietra di SCULTORE BRAVISSIMO
    così
    in bilico precario

    RispondiElimina
  2. Già “Perfetta simbiosi d'artisti”.

    E’ bello vedere artisti (persone) sconosciuti, ognuno con la propria arte, arrivare a delineare la realtà e il proprio pensiero in maniera così simile.




    L’oblio che cerchi è in un bilico precario come un funambolo su una corda tesa…



    Questo tempo libera la poesia.
    Passa un'ora e non è più la mia
    ma rimane lì, immobile
    quella corda tesa tra la realtà
    e la più strana fantasia
    come i minuti e le perplessità
    tra le stesse quotidianità
    ma sarò lì, libero
    più vicino al cielo volerò
    non precipiterò tra l'azzurro e la città
    la città vola via
    vola sopra a quell'idea
    di equilibrio e simmetria
    dove il tempo svanirà
    c'è il funambolo che sa
    passa il tempo e il tempo dimmi che cos'è
    se il presente tiene dentro sè
    ogni passato prossimo
    come se non fossimo già qui
    ancora immobili, così
    con quei ricordi indistruttibili
    quei sentimenti indivisibili
    saremo lì,
    fragili e nasconderemo le armonie
    di certe poesie
    tra l'azzurro e le città
    la città vola via
    vola sopra a quell'idea
    di equilibrio e simmetria
    dove il tempo svanirà
    c'è il funambolo che sa
    questo tempo immobile che limita
    sbriciola il futuro che verrà
    ma abbiamo già un'anima
    che conduce verso l'allegria
    o la malinconia
    come se spingessimo altalene
    in preda alla follia
    tra l'azzurro e un'idea quell'idea vola via vola sulle città
    tra equilibrio e simmetria
    quando il tempo fuggirà
    il funambolo saprà
    il funambolo saprà.


    Riccardo Cocciante, Il Funambolo


    Forse siamo tutti funamboli?!

    RispondiElimina